Le informazioni in mio possesso indicavano che buona parte del fiume era navigabile sino ai piedi della Cordigliera. Non è così, naturalmente. Risaliamo il fiume su un barcone dalla chiglia piatta spinto da un motore diesel che lotta con asmatica ostinazione contro la corrente.
(Alvaro Mutis-La Neve dell'Ammiraglio)
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Eccomi

Utente: Flor
E' necessario che vi dica che questo sito non rappresenta una testata giornalistica e che viene aggiornato senza alcuna periodicità? E anche che pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001? Diciamolo vah, visti i tempi che corrono...

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lunedì, 08 giugno 2009

Abbiamo piantato pomodori, zucchine e fragole nell'orto.  Abbiamo anche seminato la salvia, mentre il nostro micino rosso ci guardava dalla finestra in attesa di un po' di attenzioni.
E abbiamo scambiato belle parole con la vicina di casa, ringraziandola per i complimenti ai colori dei fiori che stanno ravvivando un giardino rimasto per molto tempo abbandonato.
Verrà a cena da noi col marito e la figlia, domenica prossima e non nascondo un certo orgoglio nel farle vedere come abbiamo arredato la casa.
Il sole ci ha poi abbronzato la pelle e voci amiche al telefono hanno ridotto le distanze geografiche.
La domenica a casa, nella nostra casa, ha assunto così un significato rotondo e pieno, a dare conferma che il "noi" -che sento così forte da un anno- è il luogo dove stare.
Pensavo di essere fatta così: anima irrequieta e sempre in fuga.
Non avevo mai pensato alla sottile ipocrisia di questo mio modo di giustificarmi, rifugiandomi negli altrove per non prendere decisioni e sopportare meglio la solitudine di un rapporto esaurito da tempo.
Fotografo poco e scrivo ancor meno, questo è vero. Ma credo che sia perchè non ho più bisogno di fissare la bellezza per credere che c'è.
La bellezza c'è nella sua fatica a render fertile il nostro orto e che inumidisce i nostri baci, salandoli. C'è nei guizzi di un tappo di sughero, che lui muove per divertire il micino e c'è nella mia attesa di vedere i loro sguardi rivolgersi verso di me per farmi partecipare alla loro armonia. C'è nelle sue carezze e nel suo dirmi di sorpresa che sono "gnocca" anche quando non lo sono affatto, e nel vedere i suoi occhi diventare di zucchero filato quando incrociano i miei nella nostra penombra.
La bellezza c'è nella nostra confidenza di parole e piccoli gesti quotidiani che si rinnovano con immutata magia.
A me basta guardare questo, non ho più bisogno di andare via, "Ho posato la mia valigia e finito il mio viaggio",  come diceva Barbara in una vecchia canzone francese. Il mio altrove s'è fatto concreto: è  qui, è nell'adesso,  in un uomo meraviglioso, in una casa dai colori morbidi  dove è bello stare  e nei tanti sogni, tutti da realizzare insieme.

Scritto da Flor alle ore 13:48 | link | commenti (6) | Torna su
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