Le informazioni in mio possesso indicavano che buona parte del fiume era navigabile sino ai piedi della Cordigliera. Non è così, naturalmente. Risaliamo il fiume su un barcone dalla chiglia piatta spinto da un motore diesel che lotta con asmatica ostinazione contro la corrente.
(Alvaro Mutis-La Neve dell'Ammiraglio)
.

Eccomi

Utente: Flor
E' necessario che vi dica che questo sito non rappresenta una testata giornalistica e che viene aggiornato senza alcuna periodicità? E anche che pertanto, non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7.03.2001? Diciamolo vah, visti i tempi che corrono...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

in sottofondo:Simple Minds - Glittering Prize


Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 18 giugno 2009

Sfoglio le immagini di queste donne di regime.
Sono tutte uguali.
Veline, vallette, escort, candidate, elette e ministre: sono tutte ma proprio tutte uguali, tanto da confonderle tra loro.
Truccatissime a far in modo di far capire che i loro sguardi e le loro labbra si danno daffare, capelli liscissimi, vestiti che fasciano.
Tutte con quell'aria da porcellina senza età, nelle varie gradazioni di colore. Tutte potenziali candidate, nel caso non l'avessero ancora fatto, a essere stampate per quello che non sono certo alle 7 del mattino appena sveglie, sui calendari osè.
Per citarne solo alcune della vasta schiera presente nelle scuderie delle ville del potere e degli studi televisivi: la Patti uguale alla Noemi anche se ci sono più di 20 anni di differenza. La Mara rifatta come la Daniela. La Maria Stella con lo stesso mesaggio di fascino un po' perverso della Michela Vittoria.
Penso poi alle ragazze che vedo in giro. La maggioranza si è uniformata al prototipo imperante.
La donna come una bambola gonfiabile e che punta ad esserlo.
La donna (come diceva bene il documentario "il corpo delle donne") piegata all'immagine che pensa che voglia di lei un uomo.
La riceca dell'originalità del proprio fascino, la voglia di essere belle ma diverse usando colori e profumi, usando l'ironia, la fantasia e la raffinatezza, calibrando il tutto sulla freschezza o maturità di ognuna, sono criteri scartati per determinare la propria femminilità.
Vogliono essere dei prodotti. Sono prodotti di lago consumo.
E a fronte di prodotti, è giusta l'impostazione di Ghedini: chi le consuma non può che essere definito "fruitore finale"... e un 'ffanculo a tutte le battaglie delle nostre nonne e delle nostre madri.

Scritto da Flor alle ore 15:25 | link | commenti (9) | Torna su
Parole che vengono - dallo stomaco